giovedì 24 settembre 2009

Michele Cagnazzo, Raffaele Sardo e l'On. Francesco Boccia, sabato scorso hanno discusso di memoria e impegno per la legalità





Noci ha avuto l'onore di ospitare, in occasione della Festa del Centrosinistra, lo scrittore e saggista Raffaele Sardo, che ha catturato, con la sua brillante ed efficace oratoria, il numeroso pubblico presente alla presentazione del suo libro: La bestia. La serata era dedicata a Don Giuseppe Diana e all'impegno dei cattolici nella lotta contro la camorra, la mafia, la ‘ndragheta, la sacra corona unita e tutte le forme di criminalità organizzata.

Don Diana muore per mano assassina a 36 anni, era parroco della parrocchia di San Nicola di Bari in Casal di Principe, suo paese natio, segretario del vescovo della diocesi di Aversa, monsignor Giovanni Gazza, insegnava materie letterarie presso il liceo del seminario Francesco Caracciolo, religione cattolica presso l'istituto tecnico industriale statale Alessandro Volta e l'Istituto Professionale Alberghiero di Aversa, Assistente ecclesiastico del Gruppo Scout di Aversa e anche Assistente del settore Foulards Bianchi.

Purtroppo si è dovuto constatare l'assenza alla serata celebrativa di un martire cattolico proprio della rappresentanza cittadina del mondo cattolico, dell'Agesci e delle Istituzioni della nostra Città. Gli altri illustri ospiti della serata l'on Francesco Boccia e lo scrittore barese Michele Cagnazzo hanno dato un loro brillante e concreto contributo al tema.




Oltre al testo di Sardo vi è stata la presentazione del libro "Mafia.Una guerra senza confini" di Michele Cagnazzo, esperto criminalista e presidente dell'Osservatorio per la Legalità. Per la sua attività di divulgatore del fenomeno mafioso in Puglia e in Italia il 28-11-2008 ha anche ricevuto una lettera intimidatoria di minacce a suo carico e due proiettili. Cagnazzo, però, non si è perso d'animo è sta continuando la sua battaglia etica e morale "io continuerò a fare quello che ho sempre fatto, perché la lotta alla mafia è una personale scelta etica e morale, e non riesco a concepire la mia vita in maniera diversa. Quindi non mi pongo il problema della paura e non mi fermerò".

mercoledì 23 settembre 2009

Michele Cagnazzo interviene nella redazione de "La Repubblica"

video

martedì 15 settembre 2009

Paolo Borsellino: ricordarlo significa darci dentro


Alcuni uomini sono stati collocati dalla storia e da chi predispone i piani che presiedono all'esistenza di ognuno in una condizione misteriosa. Non ci si può sottrarre nemmeno occasionalmente, non si possono sottrarre nemmeno dei pezzettini della propria vita. Questo sarebbe tradire la vocazione e passare dall'altro lato.

Ecco perchè la memoria intensa di Paolo Borsellino, come delle altre vittime della mafia circola nelle nostre vene come circola il sangue.

Ma non basta che taluni di noi ricordino e conformino la vita a tale memoria. È necessario che essa sia tenuta sveglia, il più possibile, anche in coloro che, in un modo o nell'altro, sono stati compartecipi degli obiettivi per i quali loro hanno versato il sangue. E in chi, almeno, ha provato indignazione, commozione, rabbia, per la loro morte e per le stragi.

Si deve impedire che la compartecipazione possa essere stata l'esperienza emozionante di qualcosa circoscritta nel tempo o, ancor peggio, passeggera e fugace, anche se forte e travolgente. Io e tanti altri giriamo l'Italia, in mezzo ai giovani, nelle scuole e tra la gente, per parlare di loro e delle loro gesta. Ci sforziamo affinché ne venga raccolta l'eredità morale e sia ingrandita. Paolo Borsellino ha cercato di darci dentro perchè le cose cambiassero. Lo ha fatto molte volte in un deserto di indifferenza, di ipocrisia, di quieto vivere, di attenzione più al privato che non a quello che succedeva fuori. Ricordarlo significa sottolineare una testimonianza di impegno, ma anche un monito per ciascuno di noi a darci dentro, un invito che in un ambiente a forte cultura cattolica ha le sue radici proprio nel Vangelo. A noi tocca proseguire con coraggio e organizzare la grande speranza, affinché si possa realizzare il più grande sogno di Paolo Borsellino.


Michele Cagnazzo

Michele Cagnazzo e Gaetano Savatteri all'evento internazionale "Libro Possibile" di Polignano a Mare

martedì 1 settembre 2009

“DOPO IL FLOP DELLA LEGGE REGIONALE N. 7 DEL 3 APRILE 2006 “INIZIATIVE PER CONTRASTARE USURA E RACKET”, L’OSSERVATORIO REGIONALE SULLA LEGALITA’ RISPONDE CON INCISIVI INTERVENTI D’EMERGENZA E FONDI A DISPOSIZIONE DEGLI USURATI”

"Avevamo già da tempo lanciato l'allarme usura in Puglia, le operazioni di p.g. che negli ultimi tempi si sono susseguite a ripetizione ci danno ragione. Ed è per questo che l'Osservatorio rilancia e risponde con una stagione di forte contrasto alla criminalità organizzata attraverso strumenti innovativi che tutelino le vittime, garantendo nel contempo certezza e tempi rapidi nell'erogazione del sostegno economico oltre a costituirsi parte civile in tutti i processi". A parlare è l'esperto Criminalista Michele Cagnazzo, nonché Responsabile dell'Osservatorio e annesso Dipartimento Antimafia-Prevenzione-sicurezza. Continua Cagnazzo:"il fenomeno usura ha raggiunto proporzioni considerevoli nell'intera regione Puglia, con un giro d'affari difficilmente stimabile. Le piccole e medie imprese insieme ai tanti liberi professionisti soffocati dall'aggravarsi della situazione finanziaria, hanno finito per fare ricorso agli usurai per una serie di ragioni. Oggi – sottolinea Cagnazzo – noi siamo in grado attraverso serie iniziative d'incidere sia nella fase preventiva sia quando il ricorso all'usuraio è già avvenuto. Per combattere l'usura, però, non basta solo la legge 108 del 1996 e anche l'attività delle Fondazioni Antiusura non può da sola funzionare. A questo si aggiunge il flop della legge regionale n. 7 del 3 Aprile del 2006 "Iniziative per contrastare usura e racket" che si è rivelata una scatola vuota e mai attuata seriamente. Nell'ottica di produrre risultati in tal senso – conclude Cagnazzo – l'Osservatorio Regionale sulla Legalità con propri strumenti e presso la propria sede è a disposizione di cittadini, imprese e famiglie per la risoluzione di tutti i problemi legati all'usura ed estorsioni

Osservatorio Regionale Legalità
Ufficio Stampa

venerdì 24 luglio 2009

"Mafia una guerra senza confini" a Monopoli (BA)

video

Michele Cagnazzo, il Colonnello Sandro Alverone, Prof.ssa Lella Leoci ed il giornalista Ottavio Cristofaro al "Restate al Chiarito" di Monopoli (BA)